Sessione invernale chiusa: ecco i voti degli esperti di calciomercato

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La sessione invernale di acquisti è ufficialmente chiusa. Ecco a voi i voti che gli esperti hanno dato alle 20 squadre di Serie A alla fine di questa intricata e appassionante sessione di calciomercato.

INTER 8 – Nessuno ha speso quanto Thohir. Mancini ha convinto Shaqiri e Podolski a diventare nerazzurri, Brozovic è un investimento sul futuro, Santon il ritorno per coprire la fascia. Manca – e non è poco – un difensore centrale, dopo il vano assalto finale a Rolando. Ma rimproverare per questo il presidente venuto dall’Indonesia sarebbe eccessivo. La squadra, oggi, ha un’altra faccia rispetto a un mese fa. Ora servono i risultati.

MILAN 8 – Con pochi euro in tasca, è comunque riuscito a prendere tre giocatori in orbita azzurra (Cerci, Destro e Antonelli), il promettente Suso, più Bocchetti e Paletta, le operazioni della disperazione per cercare di risistemare almeno un po’ la difesa a costo ridotto. Per una società senza disponibilità economiche rilevanti, è già qualcosa.

NAPOLI 8 – Idee chiarissime, scelte eccellenti: a fine dicembre aveva già preso Strinic e Gabbiadini, che sono stati subito decisivi e torneranno probabilmente utilissimi per anni. L’attaccante, per di più, è costato 12 milioni e mezzo: rapporto qualità-prezzo straordinario. Un mercato perfetto.

ATALANTA 7 – Pinilla è uomo di peso in attacco, e già lo ha dimostrato anche a Bergamo, inoltre sono rimasti i giocatori inseguiti da club di prestigio.

SAMPDORIA 7 – Il mercato di Ferrero è come un film. Via Gabbiadini (perdita gravissima, ma economicamente inevitabile), poi una raffica di acquisti tra scommesse (Correa), talenti da rilanciare (Muriel) e certezze di buon livello (Acquah, Munoz). Ma il colpo da cinema è stato Eto’o, che rischia di squassare la Samp. Mihajlovic, lo si è capito chiaramente, lo ritiene un motivo di disturbo per il rendimento della squadra. Vedremo cosa capiterà: appuntamento alla prossima puntata.

SASSUOLO 7 – Non ha preso nessuno, ma ha resistito all’assalto (anzi, agli assalti) della Juve per Zaza. Un atteggiamento da grande club.

CAGLIARI 6 – Mosse non eclatanti, ma qualche rinforzo per consegnare soluzioni in più a Zola. Resta il rammarico di non avere preso anche un difensore: resta viva l’ipotesi Diakitè a mercato chiuso.

EMPOLI 6 – S’è ripreso Saponara, può inserirsi nel meccanismo perfetto creato da Sarri e dare una bella mano verso la salvezza.

FIORENTINA 6 – La partenza di Cuadrado è stata inevitabile (il Chelsea ha pagato la clausola di rescissione) e la squadra ne esce indebolita. Però la società – che incassa un bel po’ di milioni – ha inserito nel gruppo attaccanti esperti (Diamanti, Gilardino) e giovani promesse (Salah) che possono attenuare gli effetti di una simile cessione. In attesa che gli oltre 30 milioni appena incassati vengano reinvestiti in calciatori importanti, magari a giugno.

PALERMO 6 – La squadra funziona a meraviglia, un ritocco di peso avrebbe potuto dare l’ultima spinta, ma già il fatto che questo splendido gioiello non sia stato toccato rappresenta una garanzia per i tifosi.

TORINO 6 – Maxi Lopez aumenta le soluzioni offensive e può portare i gol che spesso sono mancati.

CESENA 5 – Ha fatto poco, ci aspettavamo qualcosa per continuare a inseguire la salvezza con maggiori possibilità, soprattutto dopo le ultime due belle vittorie.

CHIEVO 5 – Via Maxi Lopez, uno che i suoi gol li ha sempre fatti, sostituito da Fetfatzidis. In pratica ha fatto zero a zero, anzi forse zero a uno: ha perso una certezza, rimpiazzandolo con uno che non dà altrettante garanzie.

GENOA 5 – Il solito, incomprensibile tourbillon di Preziosi, che ha disintegrato l’attacco con cui era arrivato vicino ai vertici: fuori Matri e Pinilla, oltre a Fetfatzidis, e dentro Niang, Borriello e Pavoletti. Rischiatutto, insomma, come di consueto. Difficilmente la squadra trarrà vantaggio da questa rivoluzione.

JUVE 5 – Voleva un trequartista (Sneijder o Shaqiri) invece ha preso un centravanti (Matri) per sostituire una seconda punta (Giovinco) e s’è portarta in casa un ragazzo già di sua proprietà (Sturaro). Mercato quanto meno confuso. Per continuare a vincere in Italia probabilmente non aveva bisogno di niente, ma ci si aspettava almeno una mossa importante per rafforzare la squadra in Europa e per aumentare le soluzioni a disposizione di Allegri in una stagione che si annuncia ancora intensissima.

LAZIO 5 – E’ la media tra l’acquisto di Mauricio (voto 7) e la decisione di non prendere un attaccante per sostituire Djordjevic (voto 3). Come al solito, Lotito rischia un’incompiuta: mancano 4 mesi alla fine della stagione e la Lazio li affronta con il solo Klose, quasi 35 anni, là davanti. Tutte le soluzioni alternative (Keita, Perea, Mauri) possono andare bene per uno spezzone di incontro o, al massimo, per una o due partite. E se la Champions sfumasse proprio per questa lacuna? Non valeva la pena spendere qualcosa per permettere a Pioli di inseguire quel grande obiettivo con una rosa completa? Macché: alla fine, per gli abituali cavilli lotitiani, Bergessio è rimasto alla Samp.

ROMA 5 – Gli investimenti sono da 7, forse più, avendo progettato di spendere 30 milioni. Ma le scelte non sembrano adeguate. Perché? Semplice: una volta deciso di mettere sul mercato tanti soldi, anziché prendere due attaccanti che non danno garanzie assolute sarebbe stato infinitamente meglio investirli tutti per prendere una sola grande punta, un campione che faccia davvero la differenza. Invece si è stabilito di dividerli tra uno che ha segnato 15 reti in 121 partite nel Cagliari (Ibarbo) e uno che finora ha fatto sì gol, ma in Svizzera e in Russia (Doumbia). Non solo: la difesa, il reparto più debole, è stata rafforzata (rafforzata?) con un trentunenne che arriva dal Catania, Spolli. Non ci entusiasmava Chiriches, riserva del Tottenham, ma pescare in B è eccessivo. E non dimentichiamo che dall’organico è uscito Destro.

UDINESE 5 – Un gran viavai di giocatori, operazione consueta da quelle parti. Magari avranno pescato il solito fenomeno in qualche paese ai confini del mondo, ma per il momento non ne abbiamo le avvisaglie.

VERONA 5 – Nessun rinforzo determinante, però la squadra sembra potersi salvare tranquillamente anche con questo organico.

PARMA SV – Una società allo sbando, un allenatore che non sa più chi far giocare, una squadra che vive senza stipendi e senza prospettive. Chi può, scappa; chi resta, prova a lottare. Più che un mercato, è stata una fuga. Ma non possiamo dare un voto a una dirigenza che non esiste.

(dal Blog di Stefano Agresti per corrieredellosport.it)

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